Lodovico Nevio Punrin
Lo scorso 22 aprile 2017 il Comune di Zoagli (Genova), in collaborazione con l’ANPI di Chiavari e l’Istituto regionale ligure di ricerca per la storia contemporanea, ha organizzato una manifestazione celebrativa del proprio concittadino Mario Bini, partigiano caduto in una imboscata nel novembre del 1944 a Taggia (Imperia), fucilato il giorno dopo la cattura dalle milizie fasciste. Nell’atrio del Comune è stata scoperta una targa ricordo, con 72 anni di ritardo, perchè non si sapeva la storia di “Squalo” ha confessato il Sindaco di Zoagli Rocca, unico cittadino del Comune partigiano. Alla cerimonia era presente il figlio di “Squalo”, Emilio Bini, giunto da Aquileia con la moglie assieme al già sindaco di Aquileia Nevio Puntin, dirigente dell’ANPI di Aquileia e della provincia di Udine, il quale è intervenuto secondo il programma ufficiale. Mario Bini si era sposato ad Aquileia nel settembre del 1942 con l’aquileiese Lucia Cian, mentre era militare in Friuli (San Canzian d’Isonzo) e in Slovenia, ai confini con la Croazia (Villa del Nevoso). Il figlio Emilio nasce nel maggio del 1944 ad Aquileia e nel mese di luglio dello stesso anno il padre Mario sceglie di combattere assieme ai partigiani, entrando nelle formazioni garibaldine della Resistenza in Liguria, sua terra di origine. Dalla ricerca storica effettuata dagli studiosi emerge che “Squalo” era persona molto amata dai suoi compagni partigiani. Dopo la sua morte a lui è stato dato il nome di un Battaglione e i suoi compagni gli dedicarono una canzone.