Mons. Celso Costantini, procedura di beatificazione e canonizzazione promossa dal Vescovo di Concordia – Pordenone.

12.7.1979 in occasione dei Santi Patroni Ermacora e Fortunato

In data 15 novembre 2017 il Messaggero Veneto pubblica in estratto la nota inviata alla Cancelleria vescovile di Concordia Pordenone ed al Postulatore nominato dal Vescovo mons. Giuseppe Pellegrini, quest’ultimo autore dell’Editto n. 313 del 3.8.1917 con il quale si avvia la procedura di beatificazione e canonizzazione del cardinale Celso Costantini, nato in Comune di Zoppola (Pordenone). Grati al quotidiano Messaggero Veneto, per aver ripreso la notizia e pubblicata ovviamente secondo le esigenze redazionali di spazio, diverse persone hanno chiesto di poter disporre del testo integrale della breve nota, composta da poco più di due facciate. Viene perciò pubblicato il testo integrale e, con l’occasione, anche due foto che ricordano alcuni dei tanti momenti di incontro, confronto tra l’autore e, in particolare, don Rino Cocolin, di cui è stato chierichetto a fine anni ’50 quando il futuro Arcivescovo di Gorizia mons. Pietro Cocolin fù parroco nello stesso luogo occupato da don Celso Costantini tra il 1915 e 1917. Nel 1981 molti ancora ricordano la celebre iniziativa della curia Isontina quando alla presenza dei vari cardinali Siri (di Genova), Poma di Bologna, dell’arcivescovo di Milano Martini e altre decine di confratelli titolari di diocesi di chiese cattoliche e ortodosse, Pietro Cocolin organizzò la celebrazione del sedicesimo centenario del Concilio di Aquileia, il cui discorso di benvenuto della comunità fu rivolto dal sindaco di Aquileia Lodovico Nevio Puntin. Si rievocano questi frammenti perchè proprio pochi giorni dopo aver spedito la nota al Postulatore don Adel Nasr ed alla cancelleria vescovile di Concordia Pordenone per caso una signora di poco più di 70 anni ci ha raccontato un episodio riguardante la sua famiglia accaduto ai tempi di don Rino Cocolin parroco di Aquileia. Si ricorda che durante le visite che Cocolin effettuava nelle famiglie di Aquileia in una di queste chiese ad una persona: te ti vedo poco alle messe in chiesa, come mai? La risposta fu semplice: perchè da quando don Celso Costantini istigava durante le prediche i soldati a ritornare sul fronte del Carso per uccidere i nemici (che erano fratelli, mariti, conoscenti degli aquileiesi in quanto Aquileia come gran parte dei paesi limitrofi faceva parte dell’Austria) ed in seguito alle fucilazioni dei disobbedienti la sua famiglia cessò di frequentare la chiesa. Quindi anche nella Diocesi di Gorizia la vicenda dei soldati istigati da don Costantiniad andare ad uccidere sul fronte, o destinati ad essere fucilati, era conosciuta nelle sue più alte sfere gerarchiche. Così come è ben conosciuta, nella diocesi Isontina, la vicenda degli internamenti di confratelli provocata da don Celso Costantini, a partire da don Meizlich e don Spessot.