Il 26 luglio 2013, presso il piazzale festeggiamenti di via Minut in Aquileia, nell’ambito della Festa dell’unità, si è svolta la presentazione del libro scritto dalla giovane ricercatrice della bassa friulana Irene Bolzon sulla repressione antipartigiana attuata nella caserma Piave di Palmanova dall’autunno 1944 alla primavera 1945.
Le criminali gesta della banda Borsatti (italiano delle SS, unico criminale fucilato subito dopo la liberazione a Udine in seguito alla sentenza del Tribunale popolare), di Ruggero e Rebes (nonchè dei loro camerata), amniastiati subito dopo la fine della guerra, sono riscotruite dall’autrice del libro, edito da Kappa VU (presente l’editore Alessandra kersevan), con rigore scientifico e attraverso la ricerca inedita di tutti gli atti processuali, incrociati con le testimonianze pure ricostruite dalla Bolzon.
Le torture effettuate nella stanza della Caserma Piave definita “paradiso”, dove è stato ucciso l’ideatore della Intendenza Montes (Silvio Marcuzzi, prima fatto impazzire dalle torture e poi colpito a morte con le cervella scaraventate sul muro della cella e esibite agli altri partigiani successivamente torturati), e la formula che veniva usata per assassinare decine e decine di partigiani e patrioti (i più caricati nei camion, trasportati nei comuni della bassa friulana, invitati a scendere ed a scappare e poi fucilati alla schiena, per poter scrivere nel registro “morto perchè fuggiva”), devono servire a monito per le giovani generazioni. Perciò è stato ribadito l’auspicio che venga realizzato il Monumento della Resistenza alla Caserma Piave, da collegare ai campi di concentramento di Gonars e Visco.